Torneo nazionale scacchi – 9 maggio 2019

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GIORNATE FAI DI PRIMAVERA

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Si sono appena concluse le giornate FAI di Primavera e l’entusiasmo e la soddisfazione da parte dei ragazzi sono stati  grandi.

Al secondo anno di collaborazione con il FAI sono stati coinvolti anche gli studenti di prima media, che hanno dimostrato molto impegno e determinazione nell’assolvere con grande responsabilità all’impegno assunto. Continua…

Campionati Studenteschi di scacchi

La scuola secondaria A. Gandiglio ha partecipato alla Fase Provinciale Scuole Secondarie di Pesaro-Urbino ad Urbino, sabato 9 marzo 2019, presso il Palazzo del Collegio Raffaello Piazza della Repubblica 13 – Urbino con 3 squadre di prima media RAGAZZI e una di seconda CADETTI.

Ottimo risultato per due squadre RAGAZZI e una CADETTI che si sono qualificate per la fase regionale di Aprile.

Potete vedere le classifiche al seguente sito del circolo scacchistico urbinate che ha organizzato l’evento https://dynamourbino.jimdo.com/attivita/giovanili-1/

e le squadre classificate più tutte le partite sostenute dai nostri giocatori http://www.comitatoregionalemarche.com/evento_dettaglio.php?id=1176%20&%20flg=1%20&%20tip=20

Con i migliori saluti scacchistici Roberto Gerboni

Scacchi a scuola, seconda lezione

Giovedì 14 febbraio 2019, dalle ore 13,15 alle ore 14,45, presso la scuola “A. Gandiglio”, si è svolta la seconda lezione del corso di scacchi avanzato per prepararci al TSS di Urbino di sabato 9 marzo.

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Torneo provinciale di scacchi

Campionati Studenteschi 2018-2019

Fase Provinciale Scuole Secondarie di Pesaro-Urbino

Urbino, sabato 9 marzo 2019 – Palazzo del Collegio Raffaello

Piazza della Repubblica 13 – Urbino

https://dynamourbino.jimdo.com/

LARGO DI PORTA MAGGIORE (ZONA PINCIO): I RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI

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Il 18 gennaio siamo andati a Porta Maggiore a vedere gli scavi e i ritrovamenti archeologici nella zona del Pincio. Ad accoglierci c’era l’archeologaLaura Cerri che ci ha fornito molte informazioni e consegnato una scheda informativa sull’area.

Negli scavi hanno trovato le fondamenta delle mura delle diverse fasi della porta; due cunicoli ai quali si accedeva tramite delle botole e resti di piani stradali del periodo medievale.

La prima porta al di fuori dell’arco d’Augusto fu costruita in legno nel 1227. La porta era inserita in una palizzata di legno che proteggeva un piccolo borgo, chiamato Borgo Mozzo, che si era sviluppato all’esterno delle mura romane.

Nel 1424 Pandolfo III e Sigismondo Pandolfo Malatesta la sostituirono la struttura in legno con una  muratura.

Nel 1436 Federico  da Montefeltro distrusse la porta e le nuove mura ma l’architetto Matteo Nuti ne progettò di nuove.

Nel 1573 papa Gregorio XIII decise che Porta Maggiore doveva essere ampliata e rinforzata con un ulteriore portale interno costruito con delle di arenaria.

La zona del Pincio era fino ad ottant’anni fa piena di case e c’erano un mulino ad acqua ed una fontana con lavatoio.

Nel 1930, per volontà di Mussolini, fu tutto demolito per rendere ben visibile l’arco d Augusto.

La visita ai ritrovamenti ci ha dato la possibilità di conoscere meglio la storia di una parte importante della nostra città.

Per tutti coloro che fossero interessati, cittadini o studenti, è ancora possibile prenotare delle viste guidate telefonando al Comune di Fano.

Sara Ogliaruso, 1B

Torneo di scacchi domenica 10 febbraio

Domenica 10 febbraio si svolgerà un torneo studentesco  di scacchi presso la Polisportiva La Combattente via Tito Speri n.18, Fano (PU) tel 0721-800177

Sono invitati tutti i giovani giocatori delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Per motivi organizzativi è preferibile la preiscrizione da effettuare, anche con un messaggio (es. Rossi Gianni II media torneo 10 febbraio) presso l’arbitro di Gara Massimo Subissati tel. 320.1105279

Cadenza: 15 minuti per ciascun giocatore con previsione di 5 turni di gioco.

Programma indicativo della giornata: conferma iscrizioni entro le 9.15 – inizio torneo ore 9.30 – conclusione torneo e premiazioni ore 12.30

Con i migliori saluti

Roberto Gerboni

GIORNATA DELLA MEMORIA

In occasione della giornata della Memoria, gli alunni del laboratorio di arte “Il laboratorio delle idee

PRESENTANO

 

                  ” QUESTO E’ STATO”  ….Voci di donne vittime dell’Olocausto  ….

                                                                                                        29 Gennaio 2019 ore 18.00 presso l’aula Magna

Vittime della persecuzione e dello sterminio nazista le donne – sia ebree che non-ebree – furono spesso soggette ad una persecuzione eccezionalmente brutale da parte del regime. L’ideologia nazista prese di mira anche le donne Rom (Zingare), quelle di nazionalità polacca e quelle che avevano difetti fisici o mentali e che vivevano negli istituti.

Interi campi, così come speciali aree all’interno di altri campi di concentramento, furono destinati specificatamente alle donne. Nel maggio del 1939, i Nazisti aprirono il più grande campo di concentramento esclusivamente femminile, quello di Ravensbrück, dove più di 100.000 donne vi furono incarcerate tra la sua apertura e il momento in cui le truppe sovietiche lo liberarono, nel 1945. Un campo femminile fu costituito anche ad Auschwitz-Birkenau nel 1942 (conosciuto anche come Auschwitz II); tra le prime ad esservi rinchiuse furono proprio prigioniere provenienti da Ravensbrück. Analogamente, una zona femminile venne creata a Bergen-Belsen nel 1944, dove le SS trasferirono migliaia di prigioniere ebree provenienti da Ravensbrück e Auschwitz.

 Durante le deportazioni, le donne in stato di gravidanza e le madri di bambini piccoli venivano  catalogate come “inabili al lavoro” e venivano perciò trasferite nei campi di sterminio, dove gli addetti alla selezione le inserivano quasi sempre nei gruppi di prigionieri destinati a morire subito alle camere a gas.

Nei ghetti, così come nei campi di concentramento, i Nazisti selezionavano le donne per inviarle a lavori forzati che spesso ne causavano la morte. Inoltre, i medici e ricercatori nazisti spesso usarono donne ebree e Rom per esperimenti sulla sterilizzazione e per altre pratiche disumane di ricerca, contrarie a qualunque etica. Sia nei campi che nei ghetti, le donne erano particolarmente vulnerabili e soggette spesso sia a pestaggi che a stupri. Le donne ebree in gravidanza cercavano di nascondere il loro stato per non essere costrette ad abortire.

Venivano spesso picchiate e violentate, o forzate a prestazioni sessuali in cambio di cibo o altri generi di conforto. La gravidanza fu l’ovvia conseguenza . Se i cosiddetti “esperimenti della razza” determinavano che il bambino non potesse essere “germanizzato”, le donne venivano generalmente obbligate ad abortire, o mandate a partorire in ospedali improvvisati, dove le condizioni avrebbero garantito la morte dei nascituri.

Molte donne incarcerate nei campi di concentramento crearono gruppi di mutua assistenza che permettevano loro di sopravvivere grazie allo scambio di informazioni, di cibo e di vestiario. Spesso le donne appartenenti a questi gruppi provenivano dalla stessa città o dalla stessa provincia, avevano lo stesso livello di istruzione o condividevano legami familiari. Infine, altre donne furono in grado di salvarsi perché le SS le trasferirono nei reparti destinati al rammendo degli abiti, nelle cucine, nelle lavanderie o nei servizi di pulizia.

Le donne ebbero anche un ruolo importante in numerose operazioni della Resistenza, specialmente quelle appartenenti ai movimenti giovanili socialisti, comunisti e sionisti. In Polonia, le donne vennero impiegate come corrieri per portare informazioni nei ghetti; molte altre scapparono nei boschi della Polonia orientale e dell’Unione Sovietica, dove si unirono alle unità partigiane.

Alcune donne, come Haika Grosman, di Bialistok, furono leader o membri di organizzazioni della Resistenza nei campi di concentramento. Ad Auschwitz, cinque donne assegnate al reparto di Vistola per la lavorazione del metallo – Ella Gartner, Regina Safir, Estera Wajsblum, Roza Robota e, forse, Fejga Segal – fornirono la polvere da sparo con la quale membri di un’Unità Speciale Ebraica fecero saltare in aria una camera a gas, uccidendo molte guardie delle SS, nel corso della rivolta dell’ottobre 1944.

Numerose donne furono anche attive nelle operazioni che vennero organizzate nell’Europa occupata per mettere in salvo gli Ebrei. Tra di loro ci furono la paracadutista ebrea Hannah Szenes e l’attivista sionista Gisi Fleischmann. Hannah Szenes fu paracadutata in Ungheria nel 1944, mentre Gisi Fleischmann, leader del Gruppo d’Azione (Pracovna Skupina) facente capo al Consiglio Ebraico di Bratislava, tentò di fermare le deportazioni degli Ebrei dalla Slovacchia.

Milioni di donne furono perseguitate e uccise durante l’Olocausto. E’ a loro che dedichiamo il nostro piccolo lavoro                                                     PER NON DIMENTICARE.

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